Fare, vedere e far vedere sono i tre momenti di osservazione che Ruggieri invita a perseguire. L'intento è ben dichiarato in un testo che l'artista stesso fornisce come “guida” alla visita della mostra.

Le opere compongono tre installazioni, differenti nella forma ma legate da alcuni semplici elementi che ne fanno un progetto unitario: il colore nero di inchiostro e grafite, la carta come supporto, l'interesse per il particolare e per la progressione ciclica.

Tuttavia il titolo evoca l'introspezione, come a dire che il fatto artistico è osservazione interna, prima di tutto a noi stessi e poi, per riflesso, alle cose che ci circondano.

L'esposizione comprende trentanove disegni e dieci impressioni di inchiostro su carta giapponese.


Antonello Ruggieri nasce a Taranto nel 1960, vive e lavora a Milano. La sua ricerca, sviluppatasi a partire dagli anni ottanta, si avvale di linguaggi diversi: dalla fotografia alla pittura, dalla scultura al disegno. Nel corso degli anni Ruggieri usa sempre più spesso l'installazione come “medium” tra singole opere, creando tra queste dialoghi sottili.

Il fattore unificante del suo lavoro è certamente l'interesse da sempre mostrato nei confronti dell'archeologia, ambito all'interno del quale ha sviluppato la propria professione.

Antonello Ruggieri  

                                       > L’ osservazione interiore<