GIULIANO
GALLETTA
> You’re the top <
GIULIANO
GALLETTA
> You’re the top <
Giuliano Galletta è nato a Sanremo nel 1955, vive e lavora a Genova. Poeta visuale, performer, filmaker, giornalista e scrittore è attivo fin dalla seconda metà degli anni Settanta e ha esposto in gallerie e musei italiani e stranieri. Fra le sue mostre più recenti “la camera melodrammatica” (Galleria Martini & Ronchetti, Genova, 2006), “Giuliano Galletta a Casa Jorn” (Casa-Museo Asger Jorn, Albissola Marina, 2007),. “Hotel de l’avenir” (Camec, La Spezia, 2007). Ha pubblicato il romanzo visivo “tous jours” (edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie “Un impossibile giorno” (edizioni Sileno, 1990), il saggio “Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale” (Gribaudo, 1995), “Almanacco di un altro anno” (Antilibro-posteditore, 2004). “Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del XX° secolo” (il melangolo, 2005), ”Sabrina e l’arte della felicità” (il melangolo 2006).
Dal 20 febbraio al 30 marzo 2009
Inaugurazione: venerdì 20 febbraio alle ore 18.30
Orario: dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30
mattino e festivi su appuntamento
La mostra, ispirata a una canzone di Cole Porter, affronta - con due lavori di grande formato e un video inediti, un collage di opere della serie l’Archivio del caos e una bacheca - il tema dell’enumerazione caotica, che si riallaccia idealmente al celebre saggio di Leo Spitzer che al proposito cita “il vigoroso asindeto di Whitman che collega le cose più disparate, l’esotico e il familiare, il gigantesco e il minuscolo, la natura e i prodotti della civiltà umana, come un bambino che sfoglia il catalogo di un grande magazzino”. Il testo di Porter viene considerato, appunto, come esempio di “enumerazione caotica” che va a costruire, ironicamente, un’identità-patchwork, sia dell’oggetto amato “you’re the top”, sia del precario soggetto scrivente “I’m a worthless check”. Come le altre mostre di Galletta anche questa si propone come un racconto visivo che coinvolge ogni singola opera nella sua singolarità e i lavori nella loro giustapposizione sulle pareti della galleria. Immagini, parole e personaggi presuppongono quindi una storia, un romanzo potenziale e a esso, in qualche modo, rimandano nel momento stesso in cui lo creano. Icone, citazioni e corpi - trattati alla stregua di documenti, reperti, rimanenze o rifiuti - funzionano così da frammenti narrativi, temporalmente bloccati in un preciso, quanto casuale, istante.
A CURA DI VIANA CONTI